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Solare fotovoltaico, soluzione per la produzione diffusa

L’energia fotovoltaica rappresenta, tra le fonti rinnovabili, una sfida a cui guardare con molta attenzione. Vale per l’Italia, come per gli scenari energetici globali del prossimo futuro, ed è una risorsa energetica così importante da orientare le strategie dei Governi e delle grandi aziende di energia. Andrea Antolini, Amministratore Delegato di SunPower Italia, filiale italiana di SunPower Corporation, azienda controllata dal gruppo Total, che a livello globale ha realizzato impianti solari capaci di produrre energia per oltre 2.500 MW, ci ha illustrato il punto di vista di un’impresa che su questa fonte ha fatto la propria scommessa.

Comincerei da uno sguardo alle politiche globali legate all’energia solare.

I costi di realizzazione di un impianto si sono più che dimezzati negli ultimi tre anni, sia a livello di grandi centrali, sia per il consumatore residenziale. Questo ha cambiato gli scenari e moltiplicato le opportunità. I Paesi emergenti in Africa, Asia, Sudamerica stanno investendo in grandi progetti. Per queste nazioni l’energia solare rappresenta l’opportunità di rendersi energeticamente più indipendenti. E si incentivano anche piccoli progetti perché il Sole consente una generazione di energia diffusa, fondamentale per ovviare alle carenze infrastrutturali delle reti di distribuzione. In Europa il mercato è più maturo. Negli ultimi decenni si è sviluppato maggiormente il solare fotovoltaico per produrre energia per utenze residenziali e commerciali di taglia media e piccola.

Quale futuro ci aspetta nel fotovoltaico?

È un mercato alla continua ricerca di nuove soluzioni, sia per contenere i costi che per accrescere l’efficienza nella produzione energetica. Qualche anno fa si temeva che il silicio, la materia prima con cui sono fatti i pannelli, potesse scarseggiare a causa della complessità del processo di lavorazione, ma oggi le previsioni non sono così pessimiste. Oggi quindi non si cercano nuovi materiali o soluzioni che riducano l’impiego di silicio, ma si vuole aumentare l’efficienza energetica. Tre sono le direttrici lungo cui ci si muove: inseguire il movimento del Sole con strutture mobili; amplificare la potenza dei raggi solari sfruttando specchi e lenti; migliorare l’affidabilità del prodotto per rallentarne il degrado. L’ultimo punto è particolarmente rilevante perché, inseguendo e amplificando i raggi solari, i pannelli sono sottoposti a temperature molto elevate per lunghi periodi.

Le soluzioni adottate nei pannelli fotovoltaici sono molte. Cosa dovrebbe valutare un ipotetico cliente?

Siccome i costi si sono notevolmente ridotti, la differenza è data dalla qualità del prodotto che si traduce in efficienza energetica e durata. Sul mercato si possono trovare, sostanzialmente, tre tipi di pannello: con silicio amorfo, con silicio policristallino e i cosiddetti “monocristallini”. Il primo tipo è il più economico ed è caratterizzato da un’efficienza energetica piuttosto bassa, tra l’8% e il 9%. La seconda tipologia, caratterizzata da una colorazione “prismatica” bluastra , utilizza il silicio cristallino che può essere più o meno puro; in questo caso la resa energetica oscilla tra il 14% e il 16%. Nella terza tipologia, detta “monocristallina”, le celle fotovoltaiche sono realizzate utilizzando singoli cristalli di silicio; ed è proprio nella purezza del silicio utilizzato che risiede il motivo della loro alta efficienza energetica. Inoltre, a questa tipologia di prodotto, può essere anche aggiunta la tecnologia “back contact”, che applica i contatti elettrici sul retro della cella, così da aumentarne ulteriormente l’efficienza energetica e la resistenza. Questa è la soluzione tecnologica alla base dei nostri pannelli che attualmente hanno raggiunto un’efficienza  energeticadel 21%.

Le normative hanno condizionato l’evoluzione di questo mercato. Quali novità ci dobbiamo attendere?

Il fotovoltaico italiano ha goduto per anni di incentivi che hanno consentito alla fi liera di svilupparsi e alla tecnologia di diventare sempre più competitiva. Oggi si è passati a un sistema di incentivazione indiretto, basato principalmente su tre meccanismi interconnessi tra loro: lo scambio sul posto (e il ritiro dedicato per impianti più grandi), l’autoconsumo dell’energia prodotta e la detrazione fi scale per i privati. Semplificando al massimo, l’energia solare oggi risulta vantaggiosa soprattutto se si utilizza l’energia prodotta per i propri consumi, poichè l’autoconsumo, bypassando la rete, è molto più conveniente che acquistare l’elettricità dal proprio operatore elettrico. Il concetto di Sistemi Efficienti di Utenza (SEU), recentemente regolamentato dall’Autorità per l’Energia Elettrica, fonda le proprie basi in questo principio: mettere in connessione diretta produttore e consumatore di energia che, se prima dovevano coincidere, oggi possono essere due soggetti diversi. La novità regolamentare è decisamente importante: per il consumatore il vantaggio è quello di accedere all’energia a prezzo inferiore, per il produttore è quello di poter vendere elettricità senza che sul prezzo gravino imposte e oneri di sistema.

Un fotovoltaico senza incentivi, quindi?

Con questi meccanismi, il vantaggio c’è anche per il sistema generale, che diventerà sostenibile, senza il ricorso agli incentivi. Il vantaggio per il produttore di energia rinnovabile, infatti, non è più a carico del sistema. Esso godrà della riduzione della propria spesa energetica: potrà approvvigionarsi di energia a prezzi potenzialmente inferiori rispetto a quelli offerti dal mercato. Con queste novità normative, nel 2014 il fatturato generato dai Sistemi Efficienti di Utenza per l’industria fotovoltaica italiana potrebbe valere il 30% del totale e crescere ulteriormente negli anni successivi.