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Total, investimenti su formazione e sviluppo di materiali innovativi

Grazie ai fondi stanziati dal Gruppo Total, varie sono le linee di ricerca e formazione che si sono potute avviare. Si possono citare: lo sviluppo di materiali innovativi di produzione che sfruttano le caratteristiche delle nanocalci; la messa a punto di sensori per la derivazione della concentrazione di gas in atmosfera; la sperimentazione di processi per l’abbattimento di microinquinanti in acque reflue; lo sviluppo di nuovi catalizzatori; l’ideazione di processi di idrolisi enzimatica

Un rapporto che ha permesso a molti studenti di proseguire nel processo di formazione e conseguire eccellenti risultati scientifici. Ne è un esempio l’esperienza internazionale di Francesca Micheli.

Dai laboratori dell’Aquila a quelli di Strasburgo. Come è andata?

Qui proseguo le ricerche avviate a L’Aquila in tema di produzione di idrogeno da fonti di energia rinnovabile attraverso processi “green”. Sto completando il mio dottorato, parte del progetto europeo denominato UNIfHY (Unique Gasifi er for Hydrogen Production), poiché devo svolgere all’estero le mie ricerche per sei mesi l’anno.

Lo strumento indispensabile per le tue ricerche?

È l’analizzatore a infrarossi che serve a rilevare l’idrogeno, l’anidride carbonica e il monossido di carbonio. É l’oggetto fondamentale per il mio lavoro, fin dai tempi della tesi. Oltre a questo, nella mia ricerca mi sono utili la bilancia termogravimetrica, che analizza i materiali nella loro decomposizione termica, il diff rattometro ai raggi X, che permette di analizzare le fasi cristalline di cui è composto un materiale, e l’analizzatore di fluorescenza X, che determina gli elementi che compongono un composto in esame.

È stato complicato completare gli studi nel dopo-sisma?

Al momento del terremoto mi trovavo a Dublino per il progetto Leonardo sull’energia rinnovabile. Sono tornata dopo 4 mesi e la situazione era difficile. Lezioni nelle tende o dentro i container, laboratori inagibili. La Facoltà di Ingegneria di Roio danneggiata e abbandonata. Per fortuna, un anno dopo, quando ho iniziato le attività di laboratorio per la tesi specialistica, la situazione era migliorata: laboratori di nuovo funzionanti e nuova strumentazione.

Prossima tappa?

Finito il dottorato, il sogno è l’Olanda, dove sorge un centro di ricerca energetica d’eccellenza. Lì potrò continuare a svolgere il mio lavoro di studio e analisi.