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Alla ricerca del petrolio nel cantiere di perforazione

OperativiUn’alta impalcatura metallica domina il centro del cantiere di perforazione. A uno sguardo fuggevole la struttura potrebbe apparire come una specie di “Tour Eiffel” posta al centro delle operazioni. E un motivo c’è: è lì che la trivella entra nel suolo per raggiungere il giacimento di petrolio.

Alla ricerca del petrolio

La cosa curiosa, in una perforazione petrolifera, è che in sé è un’operazione apparentemente semplice: una punta, chiamata scalpello, che grazie alla pressione e al movimento trasmesso da una serie di aste conficcate nel sottosuolo riesce a frantumare la roccia. Basta la spinta e la rotazione impressa all’ultima asta, quella che spunta in superficie, per trasmettere il movimento all’intero sistema e quindi anche allo scalpello che trivella il terreno.

Questione di tocco

Il movimento è impresso dalla forza di un potente argano elettrico che attiva due strumenti: la taglia mobile e il top drive. Il primo di questi due macchinari alza e abbassa la colonna delle aste, il secondo avvita la sezione di aste a quelle già inserite nel suolo, imprime la rotazione e, contemporaneamente, inietta il fango di perforazione. Le aste sono tubi cavi lunghi 9 metri, assemblati a gruppi di tre e chiamati stand. Al loro interno, durante lo scavo, scorre il fango di perforazione che ha il compito di opporsi alla risalita degli idrocarburi, di trasportare in superficie i detriti, di consolidare le pareti del pozzo e raffreddare la trivella. Da un punto di vista dell’azione, il processo di trivellazione del pozzo di petrolio termina qui.

Potenza e controllo

Quando lo scavo procede, però, ciò che bisogna fare è monitorare costantemente il processo nelle molteplici fasi. Qui intervengono molte figure professionali che, pur non azionando i macchinari meccanici e le pesanti attrezzature, svolgono funzioni di fondamentale importanza all’interno del cantiere di perforazione. C’è chi vigila sui sensori, che avvisano di eventuali fuoriuscite di gas, c’è chi monitora la posizione della trivella, c’è chi analizza la composizione chimico-fisica dei detriti scavati, c’è chi compara lo stato della perforazione con le previsioni iniziali, c’è chi controlla il fango e chi verifica che il viaggio verso il cuore del pozzo di petrolio proceda, nel suo complesso, secondo i piani.