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Controllo e prevenzione per la tutela dell’ambiente

Ottobre 2014

L’attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi, con gli impianti produttivi, le infrastrutture e le reti tecnologiche necessarie a quest’attività, hanno inevitabilmente un impatto sulle componenti ambientali e naturali del territorio. Anche in Val d’Agri. Dal 2011 in questa zona è attivo l’Osservatorio Ambientale della Val d’Agri (OAVDA), il cui scopo è supervisionare costantemente che tali impatti e cambiamenti non abbiano conseguenze negative per l’ambiente e per le persone.

Il lavoro dell’osservatorio

Aria, rumore, emissioni odorigene, acqua, suolo e sottosuolo, ecosistema, sismicità: queste le variabili ambientali costantemente monitorate nelle segrete stanze dell’osservatori per capire l’andamento nel tempo degli impatti indotti dall’estrazione petrolifera. I dati ottenuti sono poi utilizzati per attuare strategie di prevenzione a tutela del territorio, delle persone e dell’ambiente e per garantire alla popolazione una corretta e costante informazione.

Prevenzione significa tutela

A essere costantemente monitorati dall’Osservatorio sono in particolare gli agenti inquinanti, sostanze che si liberano nell’ambiente a causa dell’attività umana: alcuni possono essere un surplus di sostanze già presenti in natura, come ozono e anidride carbonica, altri sono elementi chimici sintetici. Questi possono costituire un pericolo se presenti oltre determinate soglie, nell’aria, nell’acqua, nel suolo e nel sottosuolo.

Monitoraggio continuo

Per questo motivo si monitora costantemente la composizione e lo stato di salute dell’ambiente e qualora si rilevino dei cambiamenti, o se i valori superano le soglie stabilite, è immediata l’attuazione di misure che riportino tutto nei parametri di sicurezza. Prima ancora che un pericolo possa concretamente minacciare la salute dell’ambiente o dell’uomo. In sintesi la strategia applicata in Lucania è semplice quanto efficace: fare prevenzione così da ridurre al minimo i rischi e tutelare il territorio prima che accadano eventi non desiderati.

La qualità dell’aria

L’attività di monitoraggio e analisi adotta tecniche e strumentazioni differenti a seconda dell’ambiente esaminato. Il monitoraggio della qualità dell’aria è effettuato mediante l’impiego di centraline fisse, disposte nel Centro Olio Val d’Agri. Il loro compito è fondamentale in quanto permette di acquisire i valori di concentrazione degli agenti potenzialmente pericolosi, effettuare il campionamento e la successiva analisi, presso laboratori chimici certificati e, infine, acquisire i parametri meteorologici quali: temperatura, pressione, umidità relativa, precipitazione, radiazione globale e netta, velocità e direzione del vento.

Eventuali superamenti dei valori soglia che si possono verificare nel corso dell’anno determinano quattro livelli di attenzione. In corrispondenza di ogni livello sono previste una serie di azioni che intervengono sulle cause dello scostamento.

L’inquinamento acustico

Allo stesso modo, tutti i fenomeni acustici che vengono percepiti dall’ascoltatore come sgradevoli, fastidiosi e non desiderati vengono rilevati e monitorati attraverso quattro postazioni di misura dislocate tra il Comune di Viggiano e quello di Grumento Nova.

Il monitoraggio dell’acqua

Monitoraggio acqua Val d'AgriMolto più complesso è invece il monitoraggio dell’acqua. Le acque naturali hanno caratteristiche fisiche e chimiche differenti in relazione a una molteplicità di fattori quali la loro origine, le condizioni climatiche, la composizione delle altre matrici ambientali con cui vengono a contatto. È indispensabile che tali caratteristiche siano quanto più possibile preservate, indipendentemente dall’azione dell’uomo. Attualmente il monitoraggio condotto sulle acque dell’Alta Val d’Agri è disciplinato da quattro differenti attività. In primis, il Protocollo operativo che prevede il monitoraggio mensile delle acque sotterrane e di quelle superficiali in corrispondenza di sette stazioni ubicate lungo il fiume Agri, il torrente Alli, il torrente Casale-Grumentino e il vallone Spartifave. Ogni campione di acqua e dei sedimenti fluviali è caratterizzato dal punto di vista fisico, chimico e tossicologico, secondo quanto previsto dal protocollo operativo. Il monitoraggio delle acque superficiali dei fi umi Agri, Basento, Bradano, Sinni, Cavone, Noce e Ofanto viene effettuato anche attraverso le 20 stazioni previste dal Programma SINA 88. L’attività istituzionale dell’ARPA regionale, invece, prevede il controllo analitico delle acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile, con analisi chimico–fisiche comprensive di parametri organici e inorganici e analisi microbiologiche, eseguite secondo le procedure indicate dalla normativa nazionale e internazionale. Infine si aggiunge anche il monitoraggio del Lago di Pietra del Pertusillo: effettuato in cinque punti, i campioni vengono sottoposti ad analisi chimico-fisiche, microbiologiche, biologiche e tossicologiche in laboratorio.

Il controllo del sottosuolo

Un ulteriore capitolo del monitoraggio riguarda il suolo e il sottosuolo che sono monitorati in una fascia di tredici km di lunghezza e otto km di larghezza per monitorare l’integrità dell’ambiente circostante l’area del Centro Oli Val d’Agri. L’esecuzione di sondaggi geognostici e il prelievo di campioni di terreno a diverse profondità (top soil, primo metro sotto il top soil, metà foro e fondo foro) sono le indagini che caratterizzano queste analisi.

Capitolo sismicità

Nel corso del loro lavoro, i tecnici dell’Osservatorio monitorano l’attività sismica della Basilicata. Data l’intensa attività sismica che caratterizza la Regione, il monitoraggio è continuo e a breve sarà sottoscritto un Protocollo Operativo relativo al monitoraggio della sismicità specificatamente nell’area del giacimento petrolifero.

Non solo monitoraggio

MonitoraggioL’attività di monitoraggio ambientale risulta essere il pilastro dell’Osservatorio, ma si completa solo con la continua ricerca e l’attivazione di studi e collaborazioni scientifiche con grandi enti e istituzioni. Basti pensare a quelle realizzate con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale (IMAA), l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’Università Bocconi di Milano, solo per citarne alcune. Attraverso l’attività di ricerca, l’Osservatorio riesce a sperimentare nuovi modelli e metodologie di analisi, può promuovere percorsi formativi finalizzati all’educazione e alla divulgazione della cultura ambientale e all’aggiornamento professionale degli operatori pubblici e privati e, infine, riesce a fornire supporto scientifico a enti e operatori per lo sviluppo di peculiarità territoriali locali.

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