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Tempa Rossa, la sicurezza passa dalla cultura integrata

Luglio 2013

Perché? È la domanda che sorge guardando la scena di un incidente. Perché è successo? Com’è potuto accadere? Eppure la strumentazione era a norma e in perfetta efficienza. E le procedure per la sicurezza stilate e diffuse erano precise e conosciute. Allora cos’è che non ha funzionato? Troppe volte è l’esperienza a giocare brutti scherzi.

Cattiva consigliera

Troppa fiducia in se stessi, troppa certezza nei movimenti ripetuti decine e decine di volte, troppa facilità nel maneggiare strumenti diventati familiari. Sembra impossibile, ma i dati raccolti confutano quello che suggerirebbe il buon senso: gli incidenti sul lavoro accadono più frequentemente ai dipendenti con molta esperienza che ai novizi. Riflettendoci, non è difficile capirne il motivo. L’esperienza inganna, dando l’impressione di saper gestire in sicurezza ogni casualità, ma la realtà è un’altra.

L’imprevisto è dietro l’angolo

L’azione quotidiana è condizionata da fattori come stanchezza, nervosismo, fretta di concludere il lavoro, una telefonata improvvisa, distrazioni varie che abbassano la soglia d’attenzione. E l’imprevisto, che può tradursi in incidente, è dietro l’angolo.

Cultura aziendale

Il modo di affrontare questa problematica da parte delle aziende, leggendo la letteratura in materia, si differenzia secondo diverse sensibilità e tratteggia le diverse culture del management. Si passa dal fatalismo di chi accetta l’incidente come un inconveniente che statisticamente non è eliminabile, a chi reagisce imponendo rigidi codici di sicurezza e procedure di comportamento senza considerare il coinvolgimento di coloro che si troveranno ad applicare le suddette procedure. Oppure si può avere completa fiducia nelle proprie capacità e nelle conoscenze acquisite in anni di esperienza, tanto da considerare la sicurezza non come un elemento a sé stante ma solo in quanto condizione necessaria per conseguire dei risultati operativi migliori. Infine esiste una quarta via, quella della cultura integrata della sicurezza, quella in cui si cerca il coinvolgimento di tutti gli attori, dall’operatore in cantiere al manager, per raggiungere un risultato comune: la continua riduzione degli incidenti.

La scelta Total

E la quarta via è quella che impegnerà il management di Total, il personale, gli appaltatori e tutti coloro che dovranno operare in Tempa Rossa per i prossimi dodici mesi. Un intero anno in cui le diverse anime che lavorano al sito lucano dovranno confrontarsi per capire cosa funziona in termini di sicurezza e cosa ostacola i comportamenti salvavita, quando sono messi in pratica correttamente e perché. Questo primo anno di attività consentirà di comprendere gli ostacoli al raggiungimento di una cultura integrata della sicurezza e di porre in essere specifiche azioni di miglioramento.

Analisi mirata

Ma le attività di implementazione del programma continueranno sino all’inizio della produzione di Tempa Rossa. Obiettivo: porre delle solide basi per il mantenimento di elevati standard di sicurezza anche durante le attività di produzione. L’intento è quello di analizzare tutti i fattori che influenzano la performance sicurezza: fattori individuali (valori, conoscenze tecniche), relazioni all’interno dei gruppi di lavoro (conflitti, pressioni esterne), contesto tecnico (caratteristiche dei luoghi di lavoro, attrezzature), management (organizzazione aziendale, leadership). A valle dell’analisi, saranno condotte a tutti i livelli aziendali mirate azioni di miglioramento; un percorso lungo, costellato da seminari, workshop, incontri e confronti per arrivare finalmente alla prossima primavera, a un vero e proprio cambiamento culturale. Una primavera in cui tutti gli attori che operano in Tempa Rossa sapranno di dover fare la propria parte in quanto componenti di una stessa squadra con il medesimo obiettivo: zero incidenti.

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