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Tempa Rossa, preservare le biodiversità per il bene di tutti

Dicembre 2013

Bigia grossa, zigolo capinero, falco pecchiaiolo, nibbio reale, gheppio, averla capirossa, occhione, salamandrina dagli occhiali, rana appenninica, tritone italiano, tritone crestato italiano, rospo smeraldino. L’elenco delle specie presenti a Tempa Rossa è lungo e potrebbe continuare aggiungendo decine di altri nomi di piante e animali. Un numero elevatissimo se si pensa che sono 135 le sole specie di vertebrati censite, ossia uccelli, anfibi, rettili, mammiferi e pesci. E considerando che ai vertebrati vanno aggiunti sia gli invertebrati, come lumache, chiocciole, lombrichi, l’enorme gruppo degli insetti, sia le tante varietà di piante, è piuttosto facile capire l’importanza e il valore della biodiversità che si trova nel territorio di Tempa Rossa.

Il valore della biodiversità

Un patrimonio che rappresenta un valore intrinseco di quest’area, e dell’Italia intera. Conscia di ciò Total E&P Italia ha fatto realizzare un primo monitoraggio della biodiversità. Si tratta di uno studio che ha fornito i dati per analizzare con ponderatezza i rischi di impatto legati alla costruzione del Centro Oli a Tempa Rossa e, nel caso, poter intraprendere con prontezza le corrette misure di mitigazione. La biodiversità è l’assicurazione sulla vita del nostro pianeta.

Cos’è la biodiversità

Letteralmente questo termine indica la varietà di specie animali e vegetali esistenti, ma il vero significato è molto più ampio. Rappresenta il risultato dei processi evolutivi, di tutti quei meccanismi che da circa tre miliardi di anni permettono alla vita di adattarsi al variare delle condizioni sulla terra. E nel contempo racchiude anche il concetto di ecologia, ovvero lo studio di come gli animali e le piante convivono in associazioni complesse e ambienti differenti. La biodiversità spiega, quindi, come la natura si organizza, sopravvive e si trasforma.

Specie rare e specie endemiche a Tempa Rossa

Il risultato che emerge dallo studio condotto a Tempa Rossa è un quadro caratterizzato da ricchezza e diversità di specie vegetali e animali, in costante relazione con fattori climatici e umani. E, oltre alla varietà di ambienti e specie, i ricercatori hanno riscontrato la presenza di un elevato numero di specie rare e minacciate e sono state avvistate anche alcune specie endemiche. Ciò non fa che sottolineare l’importanza ambientale di Tempa Rossa che, pur subendo la graduale frammentazione ecologica a causa dell’uso agricolo intensivo e dell’espansione delle infrastrutture, presenta ancora molte zone “a elevata biodiversità”.

Il ruolo dei parchi

Una ricchezza che si è conservata, probabilmente, grazie alla peculiare struttura paesaggistica dell’area che, nonostante sia stata trasformata dalle attività umane, oggi mostra un sistema a mosaico di ambienti diversi fortemente mescolati. Inoltre, grazie alla vicinanza con diverse aree protette come il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese, il Parco Regionale di Gallipoli Cognato e il Sito di Importanza Comunitaria Bosco di Montepiano essa è oggi un nodo centrale per il mantenimento del continuum ecologico di questa parte dell’Italia.

Flora e fauna di Tempa RossaAbitata da secoli

Grazie a questa ricerca abbiamo in mano la “fotografia” di ciò che è Tempa Rossa oggi: un’area di pregio naturalistico, seppur fortemente influenzata dalla presenza umana. Se da un lato sono molte le specie che hanno avuto la possibilità di trovare un ambiente ancora favorevole, è anche vero che l’area è ben lontana dalla condizione di naturalità. Per secoli la presenza e l’attività umana hanno modificato il territorio del compressorio di Tempa Rossa e, difatti, la componente paesaggistico-ecologica dominante è stata determinata dall’agricoltura estensiva. Basta un rapido sguardo per registrare come si alternino seminativi, uliveti, pascoli e aree incolte seminaturali, separate da filari di querce o lembi di bosco relitto.

Il contesto ambientale del Centro Oli di Tempa Rossa

L’area del Centro Oli di Tempa Rossa, in particolare, può essere rappresentata come un mosaico di seminativi circondato da piccoli appezzamenti di boschi di latifoglie, intervallati da prati e pascoli. Per secoli l’uomo ha tratteggiato, modificato, influenzato l’intera zona di Tempa Rossa e anche le aree che a prima vista potrebbero apparire come un ambiente incontaminato. E gli impatti si scorgono persino nel bosco, che riveste un’importanza basilare nella conservazione di un gran numero di specie, fornendo l’habitat esclusivo per moltissimi vertebrati e un rifugio per quasi tutti i mammiferi di medie e grandi dimensioni della nicchia naturale di Tempa Rossa.

Il bosco di Tempa Rossa

Anche qui, infatti, la gestione a bosco ceduo ha provocato la riduzione della diversità faunistica, facendo scomparire le specie legate al bosco di alto fusto. Questo è solo un esempio per capire come la presenza umana e lo sfruttamento del territorio abbiano portato quest’area, pur di elevato pregio naturalistico, a una condizione ecologica non ottimale (sempre se confrontata a una situazione di assenza di attività umane) piuttosto diffusa, con elevata frammentazione degli habitat, nuclei di modesta estensione e alternati da terreni agricoli.

La mano dell'uomoLa mano dell’uomo a Tempa Rossa

Certamente non bisogna pensare che l’intervento umano sia sempre e comunque negativo. Esistono anche esempi di impatti “positivi”: le pozze e i laghetti artificiali realizzati nella campagna di Tempa Rossa e utilizzati per l’abbeverata del bestiame domestico oggi risultano colonizzati da erpetofauna di pregio come il tritone italiano, il tritone crestato italiano e il rospo smeraldino. Una piacevole e inattesa scoperta, proprio là dove è difficile immaginare di trovarla.

Se l’occhio è allenato…

Nonostante la prolungata presenza umana nell’area, a Tempa Rossa un occhio allenato può ancora scovare piuttosto facilmente molte specie davvero particolari, che altrove non si trovano o sono quasi scomparse.

In acqua

Pensando agli ambienti acquatici viene subito in mente la lontra, piccolo mammifero che vive dove ci sono fiumi in buono stato e per questo è definito un ottimo bioindicatore dell’integrità degli ecosistemi acquatici. Indici di presenza di questa specie sono stati raccolti lungo alcuni dei principali corsi d’acqua (Fiumarella di Corleto, Torrente Sauro, Fiumarella di Pietrapertosa), confermando che anche in questa zona, con pazienza e attenzione, è possibile vedere la lontra in libertà che nuota e caccia. Gli ambienti fluviali di Tempa Rossa hanno tutti un prevalente carattere torrentizio, con un letto ghiaioso e pieno di ciottoli. Un ambiente apparentemente ostile, ma perfetto per i nidi dell’occhione, specie rara di uccello in generale diminuzione in Europa.

In campagna

Spostandosi in ambiente agricolo nelle vicinanze di Tempa Rossa, durante la ricerca sono state osservate due specie particolarmente interessanti sotto il profilo conservazionistico e biogeografico: la bigia grossa, molto rara e in generale calo in Italia e in Europa, e lo zigolo capinero, specie distribuita prevalentemente in Medio Oriente e nei Balcani.

Nel bosco

Le zone boschive e pre-boschive ai margini dei campi di Tempa Rossa, invece, rappresentano l’ambiente ottimale per la nidificazione di specie quali la tottavilla, il canapino, la sterpazzolina, la sterpazzola, l’averla capirossa e lo zigolo nero. Tra i boschi di Tempa Rossa nidifica il picchio rosso mezzano, specie rara localizzata in Italia e inserita nella Lista Rossa Nazionale. A “spartirsi i rami disponibili” poi si possono vedere anche il picchio rosso maggiore, il picchio rosso minore, la cincia bigia, il picchio muratore e il rampichino: tutte specie importanti perché considerati bioindicatori dell’integrità degli ecosistemi forestali.

In voloIn cielo

Fuori dalla boscaglia, distendendosi su un prato è facile vedere le ali spiegate in volo di rapaci quali il falco pecchiaiolo occidentale, il nibbio reale, il gheppio comune. Il maestoso volo di questi uccelli, talvolta, è affiancato da quello di altri rapaci come il biancone, il falco lanario, il nibbio bruno, considerati specie in pericolo.

Negli stagni

I prati umidi a ridosso degli stagni nel comprensorio di Tempa Rossa risultano occupati dalla luscengola, mentre le zone ecotonali arboreo-arbustive al margine dei coltivi sono il rifugio di alcune specie di serpenti come il cervone. Infine si potrebbe proseguire con l’elenco delle piante, anch’esso decisamente ricco di specie pregiate.

Le specie vegetali

I ricercatori, in questo studio, sottolineano che anche per i vegetali, a Tempa Rossa, esiste una ricchezza di specie davvero notevole, con numerosissime entità di importanza fitogeografica. Uno sguardo attento può scorgere specie esclusive della flora italiana, specie endemiche dell’Italia meridionale o di ambiti territoriali ancora più ristretti, e anche moltissime specie di deriva - zione orientale o diffuse principalmente nei Balcani meridionali, arrivate qui nei tempi passati e qui insediatesi con successo.

Agire con consapevolezza

Conoscere le specie che si possono incrociare, quali sono i legami ecologici che le uniscono e quali sono gli interventi che ne potrebbero pregiudicare l’esistenza è fondamentale per prendere qualsiasi decisione per la salvaguardia dell’ecosistema di Tempa Rossa. Per secoli l’area di Tempa Rossa è stata abitata dall’uomo, e la presenza umana ha provocato impatti sull’ambiente circostante. Talvolta trasformandolo, talvolta degradandolo, talvolta arricchendolo. Oggi, a differenza di un tempo, possiamo prevedere con maggiore precisione gli effetti delle nostre azioni, e possiamo valutare le conseguenze. Oggi siamo consci che l’azione dell’uomo ha comunque un impatto, ma sappiamo anche come intervenire con consapevolezza sull’ambiente per rendere il risultato finale il migliore possibile.

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