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In giro per il mondo alla ricerca del petrolio

Aprile 2014

I protagonisti del petrolio sono sempre in viaggio, pronti a raccogliere nuove sfi de e a scoprire il mondo. Oggi sono lontani dall‘Italia, uno in Nigeria e l’altro in Francia. Oggi. Ma è probabile che il desiderio di novità li porti presto altrove. Maurizio Rinaldo e Vincenzo Spina, pur tra loro assai diversi, rappresentano il prototipo del lavoratore impegnato nella filiera del petrolio: molto qualificato e senza paura di inseguire le proprie passioni. Ovunque esse si trovino.

Maurizio Rinaldo, Head IST Abuja Operations

Maurizio Rinaldo“Ne sono convinto, se ci si comporta bene nella vita c’è sempre un ritorno positivo. Per questo sono contento di essere stato richiamato, vuol dire che ho lasciato un buon ricordo e che il mio lavoro è stato apprezzato”. Maurizio Rinaldo non vedeva l’ora tornare in Nigeria: “nella sede romana di Total rivestivo un ruolo superiore come Information Technology Manager della filiale, ma qui sono capo Information & Communication Technology della sezione di Abuja, dove gestisco un budget e un team composto da ben 18 persone. Sono giovani, la media è di 26 anni, preparatissimi e tutti nigeriani”. Il grande desiderio di Maurizio Rinaldo, lavorare, viaggiare e fare nuove esperienze per conoscere culture diverse, si è realizzato ancora una volta. Nel diario della sua vita, nelle pagine del settembre 2013, c’è scritto: “di nuovo in Africa, di nuovo in Nigeria”. Lì dove era stato già per lavoro nel ’97 per conto di Elf. E quella terra gli è rimasta nel cuore, tanto da esserci tornato per lavoro nonostante la situazione nel Paese africano sia drasticamente cambiata rispetto alla precedente missione. “All’epoca viaggiavo in moto attraversando i villaggi, andavo a fare il bagno sotto le cascate, ero libero perché non esisteva la minaccia terroristica dei Boko Haram”. E oggi? La vita rispetto a qualche anno fa è più vincolata, le difficoltà sociali e i conflitti investono la popolazione locale ma anche stranieri che arrivano per lavoro, forzati a rispettare limiti temporali e geografici nell’allontanarsi dalla zona centrale della città. Nonostante tutto, però, la Nigeria offre ancora molti aspetti piacevoli che la rendono sempre un posto del cuore per Rinaldo: la temperatura non scende mai sotto i 25°, la vita scorre senza ritmi stressanti a differenza di Roma, tutti sorridono e, soprattutto, si è creato un feeling perfetto con lo staff, con cui si lavora benissimo e nel tempo libero si va a giocare a calcio. Non solo. Lui romano e tifosissimo della Roma ha fatto diventare romanista tutto il team di lavoro. “Una cosa è sicura: il lunedì mattina, in ufficio, tutti conoscono il risultato della partita della Roma, così da prevedere il mio umore”.

Vincenzo Spina, Seniro structural geologist

Vincenzo Spina“Per una persona che vuole fare ricerca e avere una carriera di alto profilo tecnico nell’industria, il palcoscenico internazionale è una scelta naturale”. Con queste premesse la scelta di cercare un lavoro all’estero, per il calabrese Vincenzo Spina, non prevedeva molte alternative. E così è stato. Dopo la laurea, prosegue il percorso universitario investendo oltre un decennio in diversi istituti di ricerca in Italia e in Europa. Ma questa esperienza doveva concludersi. Nel 2007 comincia una seconda vita, questa volta nel settore privato, alle dipendenze di una multinazionale inglese che si occupa di consulenza geologica per l’industria del petrolio. La sede centrale del nuovo impiego è nel Regno Unito, ma il lavoro è ovunque: Iraq, Iran, Pakistan. E in una di queste missioni vive un’esperienza forte ed emozionante: “Durante un lavoro in Iraq, nella parte curda del Paese, con la mia squadra siamo stati circondati da uomini armati che pattugliavano la zona per proteggere il capoclan dell’area. Il primo approccio è stato tutt’altro che amichevole. Per fortuna, però, abbiamo chiarito il motivo della nostra presenza in loco, e il pomeriggio si è concluso a sorseggiare il tè assieme ai militari”. Nonostante le scariche di adrenalina, la voglia di nuove sfide lavorative non si esaurisce. Dopo poco si candida per una posizione di lavoro in Total e rientra in Italia, a Roma, dove resta tre anni. Due anni fa sale di nuovo su un aereo, verso il centro di ricerca della multinazionale francese a Pau, in Francia. Qui, assieme ai suoi collaboratori interpreta i dati provenienti dai pozzi di petrolio perforati in tutto il mondo per effettuare studi sulla geometria e la struttura dei giacimenti di petrolio. Ma anche questa esperienza sta per esaurirsi, perché in vista c’è un nuovo trasferimento: destinazione Sudamerica.

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