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Le musiche di Cicognini rivivono nella primavera della Basilicata

Luglio 2014

Chi ha avuto la fortuna di assistere a “La Musica negli occhi”, appuntamento clou della stagione concertistica potentina 2014, è stato protagonista di un’operazione di recupero culturale di inestimabile valore. Sotto la direzione di Daniele Belardinelli, la Gesualdo Accademia Internazionale Archi, cineorchestra impegnata nel riproporre le colonne sonore perdute, ha resuscitato le sinfonie del maestro abruzzese. E, contemporaneamente, gli occhi degli spettatori si sono riempiti delle immagini e delle luci dell’opera multimediale realizzata da Stefano Fomasi, che ha spettacolarizzato la proiezione delle immagini dei film di De Sica. Una serata che a giusto titolo ha rappresentato un diadema incastonato nella stagione concertistica 2014 dell’Ateneo Musica Basilicata, il cui programma di eventi da oltre un lustro si avvale del sostegno di Total.

Pochi conoscono, però, la storia che si nasconde dietro la realizzazione dell’evento. Fatti tragici, che hanno rischiato di privare l’Italia di alcune delle più belle colonne sonore mai scritte.

Alessandro CicogniniLa triste storia di Cicognini

La storia di queste pellicole racchiude anche una vicenda meno nota e assai curiosa: le partiture autografe di queste famose colonne sonore andarono perdute quando furono lanciate dall’autore nelle acque dell’Aniene, un affluente del Tevere. Sul finire degli anni ’50, infatti, per Alessandro Cicognini inizia un periodo difficile e la progressiva uscita di scena di Blasetti e De Sica lo fece entrare sempre più spesso in contrasto con registi e produttori. Al culmine della tensione, una sera, in un momento di sconforto artistico, si liberò nelle acque tiberine degli spartiti di tutte le sue composizioni e decise di abbandonare Roma per tornare nella terra natìa: l’Abruzzo.

La musica negli occhiMusica perduta

I fogli galleggiavano e un’opera artistica di inestimabile valore era perduta per sempre. Ma a questo destino si è opposta la volontà del musicista e compositore Giorgio Spacca, il quale si è impegnato in un lavoro certosino di recupero nota per nota delle splendide melodie, e grazie al solo ascolto, è riuscito a ricostruire gli interi spartiti delle opere. Con le musiche finalmente trascritte, ecco che oggi ridiventa possibile proporle all’ascolto dal vivo. E così è stato.

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