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Integrazione e autonomia per i ragazzi Down di Tempa Rossa

Dicembre 2014

Si ascolta una storia lunga 22 anni, fatta di integrazione e collaborazione, piena di emozioni e progetti che hanno visto crescere insieme bambini e genitori, quando si aprono le porte della sezione di Potenza dell’AIPD, Associazione Italiana Persone Down. Una storia che si sviluppa quotidianamente per le cinquanta famiglie associate e per i volontari che svolgono le attività per rendere autonomi i ragazzi con sindrome di Down.

Integrazione nella società

Attività per i ragazzi Down

Il lavoro di integrazione nella società, per un ragazzo Down e per la sua famiglia, comincia subito, dal momento della nascita. Le famiglie devono sapere di non essere sole e diventa fondamentale il dialogo con altri genitori che hanno vissuto la stessa esperienza. Poi, l’attenzione si allarga, perché le famiglie devono conoscere le agevolazioni e i diritti garantiti. E, infine c’è la scuola, con cui si collabora attraverso l’Osservatorio Scolastico sull’Inclusione. Ma questo è solo l’inizio del percorso di integrazione, che si dipana lungo l’intera vita del ragazzo che crescendo deve affrontare un cammino che ha una meta ben precisa: l’educazione alla piena autonomia.

Entra in gioco l’AIPD

Attività di cui si fa carico l’Associazione Italiana Persone Down grazie all’aiuto di molti, volontari, privati cittadini e aziende come Total. A seconda dell’età si distinguono diversi percorsi, tutti all’insegna dell’integrazione dei ragazzi nel tessuto sociale che vivono. E a Potenza sono tre, per soddisfare i bisogni dei 35 ragazzi attualmente coinvolti. Durante la prima adolescenza, ci si iscrive al “Club dei ragazzi in gamba” per acquisire le autonomie di base, come prendere da soli i mezzi pubblici o imparare a usare il denaro. Crescendo, dai 17 ai 20 anni, cambiano i bisogni e occorre stimolare la socializzazione, la capacità di organizzare da soli le uscite serali, andare al cinema o a mangiare una pizza. Ecco che c’è l’”Agenzia del tempo libero”. E quando si diventa adulti, ci si ritrova ne “I Circoli” per sperimentare spazi di vita autonoma, a prescindere dalla famiglia. Come? Sfruttando una stanza nei locali della Provincia che, dopo essere stata sistemata dai ragazzi, è diventata luogo di incontro e di ritrovo. È il loro spazio autogestito.

All’interno dei Circoli

Attività per i ragazzi DownL’idea è piaciuta così tanto che “I Circoli” sono frequentati anche da ragazzi che vivono nei paesi limitrofi. Ma non basta. Dietro l’angolo, c’è un nuovo progetto, ancora più ambizioso: abituare i ragazzi a condividere con gli altri e in totale autonomia un appartamento per un intero week-end. Quando si parla di autonomia, però, non ci si può limitare alla socializzazione. Il processo verso l’integrazione sociale passa anche per la conoscenza e l’esercizio dei propri diritti, come il diritto di voto. In questo caso gli operatori dell’Associazione sono impegnati a spiegare le tematiche di carattere politico e a creare una vera e propria simulazione del voto in cabina. Mille aspetti della quotidianità costellano l’impegno dell’AIPD, il cui lavoro si può sintetizzare con l’offrire ai ragazzi Down il diritto a poter fare in autonomia i piccoli gesti della vita quotidiana per godere appieno della propria esistenza.

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