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Basilicata e Castelli, un rapporto millenario

Marzo 2015

A volte può accadere. Aprire un libro e iniziare un viaggio affascinante nel passato più antico, scoprire storie dimenticate e imbattersi in bellezze poco conosciute. Come nel caso di “Castelli, mura e torri della Basilicata”, opera nata da una ricerca appassionata e completa sul patrimonio monumentale della Basilicata del Prof. Lucio Santoro. A raccontarci il valore di questo studio e l’importanza della pubblicazione è Francesco Canestrini, Soprintendente dei Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata e curatore del volume.

Com’è nata l’idea di realizzare un’opera così complessa?

L’idea nasce molti anni fa. I miei predecessori hanno commissionato la ricerca sui castelli al Prof. Santoro, che ha fatto un enorme lavoro di raccolta del materiale e catalogazione. Lo studio non è stato pubblicato subito. Poi, quando si è deciso di andare in stampa, il materiale raccolto è stato ulteriormente aggiornato: il risultato è andato oltre le aspettative. Oggi in “Castelli, mura e torri della Basilicata” troviamo tutti i dati raccolti dal Prof. Santoro, le foto d’epoca e anche una grandissima quantità di planimetrie.

Spesso quando si organizzano materiali già noti, c’è una nuova intuizione che fa progredire la conoscenza. È stato così anche per questo libro?

Francesco Canestrini, curatore del volumeIl volume è decisamente ricco e completo, ma offre agli studiosi della storia della Basilicata anche un punto di vista nuovo e interessante: la distribuzione dei castelli e delle rispettive vie di collegamento, secondo le diverse epoche storiche. Infatti, l’enorme lavoro svolto ha permesso di raccogliere le planimetrie dei manieri medievali, romani e addirittura precedenti e dei contesti storici in cui erano inseriti.

Tra la Basilicata e i castelli esiste un legame particolare?

Un aspetto interessante può essere rappresentato dalla ricchezza di tipologie che ancora oggi troviamo in Basilicata. Esistono castelli difensivi, costruiti sulla sommità delle alture con determinati criteri, ci sono castelli di pianura posti a controllo delle proprietà o degli abitati e c’è una ricca presenza di torri lungo la costa tirrenica e quella ionica, realizzati per scongiurare gli attacchi dal mare.

Il pericolo dei saraceni.

Castello di AcerenzaSì, ma non solo. Molte torri sono state realizzate durante il periodo di dominazione spagnola della Basilicata per volontà dei Viceré che via via si sono susseguiti.

Perché visitare i castelli della Basilicata?

In Basilicata oltre alle strutture murarie c’è il paesaggio, che si è mantenuto integro in molte zone. Questo consente di vedere i castelli, o ciò che ne rimane, inseriti nello stesso contesto dell’epoca e poter così immaginare la funzione svolta in passato. Chi dovesse andare a Brienza o a Lauria troverà dei semplici ruderi, eppure potrà percepire con grande forza il legame tra opera architettonica e contesto esterno. Un’esperienza straordinaria.

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