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Royalties, il valore aggiunto del petrolio per il territorio

Dicembre 2014

L’attività italiana del settore Esplorazione e Produzione di petrolio contribuisce annualmente al gettito fiscale per oltre un miliardo e mezzo di euro, sommando imposte (Ires, Irap, Robin Tax), royalties e canoni dovuti a Stato, Regioni e Comuni. In questo quadro, le attività estrattive di petrolio e idrocarburi costituiscono e costituiranno una componente strategica nella sostenibilità economica dei bilanci delle amministrazioni centrali e locali. Il petrolio, dunque, porta ricchezza sia al pubblico, sia al privato.

Come si calcolano le royalties

Gli operatori del settore del petrolio pagano alla Stato una percentuale del valore della produzione di petrolio e idrocarburi: le royalties. Si tratta del 10% del valore della produzione di petrolio e gas estratti da attività su terraferma (onshore), una cifra aumentata di tre punti percentuali a partire dal 1° gennaio 2009. La produzione a mare (offshore) ha una contabilizzazione diversa, ossia il 10% del valore della produzione di gas e il 7% per la produzione di petrolio.

Chi riceve le royalties

Per le produzioni su terraferma, le royalties si suddividono per il 55% alle Regioni, per il 30% allo Stato e per il 15% ai Comuni interessati dall’attività estrattiva di petrolio e idrocarburi. Per le produzioni offshore la suddivisione è per il 45% allo Stato e per il 55% alla Regione adiacente le produzioni entro la fascia delle 12 miglia (mare territoriale), mentre oltre tale limite le royalties sono interamente dello Stato.

La Basilicata ha di più

La Basilicata è tra le regioni italiane a statuto ordinario che sono state comprese nell’Obiettivo 1 dell’Unione Europea. Per questo motivo riceve anche la quota di royalties spettante allo Stato (pari al 30% dell’aliquota).

 

Il Decreto Sblocca Italia, inoltre, introduce delle novità nella distribuzione delle risorse derivanti dall’estrazione del petrolio e delle norme che regolano la finanza pubblica per quegli enti il cui territorio è interessato da attività petrolifera.

La Social Card ed il Fondo per lo Sviluppo

Con l’approvazione del Decreto “Sblocca Italia”, si è modificato l’articolo 45 della legge 99/09 che prevedeva un “bonus carburante” per i cittadini delle regioni interessate da attività estrattiva garantito dal 3% delle royalties. Con la nuova normativa si cambia. L’impiego di questo denaro che andrà ad alimentare un fondo per le misure di coesione sociale (social card) e la promozione dello sviluppo economico.

Modifiche al Patto di Stabilità

Con l’approvazione della legge 164/2014, conversione del Decreto “Sblocca Italia”, parte delle royalties spettanti alle regioni interessate usciranno dal computo del Patto di Stabilità per essere utilizzate dalle regioni per la realizzazione degli interventi di sviluppo dell’occupazione e delle attività economiche, di sviluppo industriale, di bonifica, di ripristino ambientale e di mitigazione del rischio idrogeologico nonché per il finanziamento di strumenti della programmazione negoziata. L’ammontare delle royalties utilizzabili fuori dal Patto di Stabilità sarà relativo alle aliquote di produzione petrolifera e di gas relativa agli incrementi di produzione realizzati rispetto all’anno 2013. Un vantaggio notevole concesso alle regioni che ospitano attività petrolifere.

L’Ires resta in loco

Il 30% dell’Ires (Imposta sul reddito delle società) versata allo Stato da parte delle aziende petrolifere sarà destinato ad un fondo per lo sviluppo delle regioni interessate dalle estrazioni. Il fondo sarà alimentato dalle maggiori entrate effettivamente realizzate attraverso i versamenti delle compagnie titolari di concessioni petrolifere e gassose in terraferma con riferimento a progetti di sviluppo la cui autorizzazione all’esercizio sia stata rilasciata successivamente al 12 settembre 2013. Le maggiori entrate verranno calcolate e utilizzate per i dieci anni (periodi di imposta) successivi all’entrata in esercizio dei relativi impianti.

Quante royalties da Tempa Rossa

Considerando i 18 milioni di barili che l’impianto di Tempa Rossa produrrà in un anno, e ipotizzando un prezzo medio del greggio di 100 dollari al barile, l’attività del giacimento sarà capace di generare a favore del territorio royalties per un valore di circa 180 milioni di dollari all’anno.

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