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Rosetti Marino, 90 anni di innovazione

Marzo 2015

Rappresenta una delle maggiori realtà industriali offshore di Ravenna con circa 400 milioni di fatturato e 1.200 dipendenti. La Rosetti Marino è una delle aziende storiche del polo industriale ravennate, con una storia quasi secolare e la capacità di innovarsi continuamente per affermarsi a livello globale in uno dei settori più competitivi oggi esistenti: quello delle trivellazioni offshore. Ne parliamo con Oscar Guerra, Amministratore Delegato della Rosetti Marino.

Ci racconta la storia di quest’azienda?

Abbiamo iniziato 90 anni fa come officina meccanica, poi con la scoperta dei giacimenti in Adriatico è partito un nuovo corso, e abbiamo cominciato a realizzare le strutture delle prime piattaforme per l’estrazione del petrolio e degli idrocarburi. All’inizio degli anni ’90, poi, eni ci ha chiesto di elaborare i progetti, oltre che realizzarli. Abbiamo quindi comprato la società di ingegneria multidisciplinare Basis Engineering e fondato Fores Engineering per realizzare le componenti elettro-strumentali degli impianti utilizzati per l’estrazione del petrolio. Col nuovo millennio abbiamo acquisito le prime quote di Tecon, società di progettazione di strutture offshore. Oggi con noi lavorano circa 400 ingegneri e le nostre società di ingegneria e componentistica competono sui mercati internazionali, tanto che dedicano alla Capogruppo meno della metà del loro fatturato totale. Nel 1996 è poi iniziata la nostra politica di internazionalizzazione, dapprima a Rijeka (Croazia), poi a Baku (Azerbaigian), a seguire Astrakhan (Russia), Akshukur (Kazakhstan), poi l’Egitto, la Nigeria e il Congo.

Quale legame mantenete ancora con Ravenna?

A Ravenna c’è un distretto fatto di piccole aziende con manodopera iperspecializzata e ottimamente formata nel settore del petrolio ma non solo. Qui la componente ingegneristica e quella costruttiva sono strettamente integrate, a differenza di ciò che accade all’estero. Questo ci dà la capacità di offrire un servizio di qualità e molto flessibile, rendendo poco competitivo delocalizzare. Quando dobbiamo coinvolgere una società del Paese di destinazione dell’impianto, e nel settore del petrolio accade spesso, dobbiamo collaborare con soggetti cui manca una storia industriale come quella ravennate. In questo caso, è solo grazie alla manodopera di fiducia e altamente qualificata di questa zona che riusciamo a formare e qualificare anche gli operai del Paese di destinazione.

Avete partecipato anche al recupero della Costa Concordia…

Gli ingegneri della Tecon hanno studiato la rotazione e messa in galleggiamento del relitto, verificando sia le operazioni marine che la tenuta dello scafo. Rosetti invece si è occupata di realizzare alcune delle strutture sottomarine su cui la Concordia è stata appoggiata. Ovviamente, la nostra esperienza nelle attività in alto mare e nella realizzazione di piattaforme offshore è stata determinante per il successo dell’operazione.

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