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Tempa Rossa, parola ai futuri operatori

Dicembre 2013

Decine di posti di lavoro, un contratto a tempo indeterminato, una società solida e un impiego di lungo periodo. Sono decisamente allettanti le prospettive di trovare lavoro a Tempa Rossa, per di più nel difficile contesto lavorativo della Basilicata. Con queste premesse il rischio di indebite ingerenze e pressioni nella fase di selezione dei futuri operatori era concreto. E le conseguenze sarebbero state inaccettabili sia da un punto di vista morale che da un punto di vista operativo: selezionare persone non all’altezza avrebbe potuto mettere a repentaglio la sicurezza e la continuità operativa del sito.

Per evitare questo rischio Total ha optato per intraprendere un percorso di selezione lungo, approfondito e soprattutto suddiviso in quattro fasi e svolto da soggetti differenti. Ogni fase era indipendente dalla precedente, dava un contributo alla selezione ma non era risolutiva per il giudizio finale, un sistema che ha consentito di frapporre delle “barriere dissuasive” alle eventuali pressioni che avrebbero potuto intaccare un passaggio così delicato per il futuro di Tempa Rossa.

Al termine di questo lungo percorso, sono stati scelti 54 giovani professionisti: 10 donne e 44 uomini che, tra qualche anno, dirigeranno le operazioni del Centro Oli di Tempa Rossa. Antonella e Rocco, due dei giovani selezionati, raccontano la loro esperienza, le loro emozioni e le loro aspettative.

Formazione in classeAntonella Lucia Lombardi

Una ragazza, tra i futuri operatori del Centro Oli. Com’è nata questa scelta?

Nel 2008, quando mi sono candidata, avevo il diploma di perito chimico. In questi anni, poi, mi sono iscritta all’Università e sto per laurearmi in ingegneria. Direi che lavorare nel Centro Oli di Tempa Rossa è una scelta che combacia con il mio percorso.

La presenza femminile è percentualmente molto numerosa. Come ti trovi con le tue compagne?

Sì, ci sono molte ragazze tra noi futuri operatori del Centro Oli di Tempa Rossa. Il rapporto tra noi è sereno e tranquillo, e siamo piuttosto solidali.

Perché hai scelto questo lavoro?

È una splendida opportunità, aderente alle mie aspettative e a quello per cui ho studiato. Inoltre si tratta anche di un’occasione per lavorare in un progetto che serve all’intera comunità. Credo che con l’apertura di Tempa Rossa tutti i nostri paesi potranno crescere e mi piace l’idea di far parte di questo progetto.

Tempa Rossa sarà un trampolino di lancio?

Apprezzo l’idea di lavorare vicino al mio paese natìo. Non mi spaventa l’opportunità di crescere con un’esperienza all’estero, ma sento molto il legame con la mia terra. E, anche grazie al triennio di formazione, conoscerò meglio i ragazzi che saranno i miei colleghi e che conoscevo solo di vista. Stiamo diventando una squadra e, probabilmente, saremo amici sia durante che dopo il lavoro.

Formazione operatori Tempa RossaRocco Gabriele Gerardi

Tra i tuoi colleghi, sei uno dei pochi che conosceva già questi corridoi.

Sì. Questa è stata la mia scuola elementare, e il destino ha voluto che ci ritornassi dopo tanti anni.

Raccontaci brevemente la storia di questa scuola.

Io l’ho frequentata fino alla fine degli anni ’80 e probabilmente la mia era una delle ultime classi ad aver studiato in queste aule. Quest’edificio è stato realizzato negli anni ’60 perché nei decenni passati, a Corleto, c’erano molti più bambini e c’era il bisogno di due plessi scolastici. Qui ci studiavano circa 60 ragazzi che generalmente provenivano dalla parte bassa del paese mentre la sede principale serviva i ragazzi che provenivano dalla parte alta del paese, e dalle contrade più distanti.

Avrai vissuto emozioni particolari, rientrando dopo tanti anni per un nuovo ciclo di formazione.

Sì, c’è stata emozione nel rivedere le aule e i corridoi. Per un momento, il primo giorno, mi è parso di dover rifare la prima elementare. Poi c’è stato il “gioco” di ricordare dov’erano le aule, com’erano disposti gli spazi e capire cos’è cambiato.

Come hai vissuto il fatto di doverti rimettere sui banchi di studiare e formarsi.

Io, poi, che mi sono laureato a Potenza, ho studiato a lungo e quindi il “rientro a scuola” non mi spaventa. Anzi, per anni ho lavorato a Siena, e questa è stata l’opportunità per rientrare a casa.

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