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Il lavoro all’interno del cantiere di perforazione

Aprile 2014

Il clangore del metallo, il cigolio delle pulegge, lo stridìo degli attriti è ciò che ci si aspetta quando si entra in un cantiere di perforazione. Ci si attende un rumore che avvolge l’intera area del cantiere, fino a diventarne il vero protagonista dell’azione e accompagna il lavoro silenzioso degli operatori del sito. Ma chi entra in un sito di perforazione con queste aspettative, ne resta deluso. Non che il rumore sia assente all’interno del cantiere, ma non è la prima cosa che attira l’attenzione. Stranamente, almeno per il neofita che ha appena varcato i cancelli del cantiere, è l’aspetto umano a prevalere sull’azione meccanica.

A misura d’uomo

Lo sguardo delle persone, i movimenti accorti, i gesti e le procedure codificate e ripetute prima di avviare l’azione: sono questi gli elementi che colpiscono l’ospite che osserva il lavoro certosino degli operatori del cantiere di perforazione. E ciò che ammanta tutti questi sguardi è sempre e comunque l’attenzione alla sicurezza, così presente da diventare compagna di qualunque azione si svolga entro il limite della recinzione del cantiere. In effetti, a pensarci, non è strano. L’attività di perforazione è così complessa da richiedere l’interazione e la collaborazione contemporanea di molte professionalità.

Coordinazione e coordinamento

Ciò significa che molte persone devono coordinare il proprio lavoro, e nel farlo si devono porre sempre due obiettivi: non causare rallentamenti nelle operazioni di perforazione e non essere causa di incidenti per i colleghi o agli strumenti. Ne deriva che il coordinamento tra le diverse specialità e la capacità d’agire all’unisono è la strategia vincente per un lavoro così complesso. Non va dimenticato, infatti, che a Tempa Rossa i pozzi scendono in profondità per migliaia di metri, e non è cosa da poco. E per riuscire a fare questo, le specializzazioni professionali da coordinare sono molte.

Chi lavora nel cantiere di perforazione

Ci sono i supervisori come il Company man, che ha la responsabilità del funzionamento del cantiere, il soprintendente di Work Over e completamento, il Responsabile Salute Sicurezza Ambiente, il sorvegliante. Ci sono le figure specializzate come il geologo delle operazioni, il geologo di sonda, i mud logger, che controllano i dati in tempo reale per verificare se la perforazione procede come immaginato nelle analisi preliminari. Poi ci sono figure come il soprintendente dei fluidi e il responsabile fanghi, che si occupano di verificare che la miscela che compone il fango di perforazione mantenga le caratteristiche richieste. E come trascurare gli ingegneri, quello di perforazione e il Rig engineer, che hanno il compito di analizzare e monitorare l’andamento della perforazione. E ci sono gli operai specializzati, le persone che materialmente guidano i mezzi, maneggiano la cloche del martin decker, attivano le attrezzature seguendo le indicazioni dei capisquadra. Un team composto da oltre 40 persone che si alternano su turni di 12 ore e, ognuno con un compito specifico, lavorano all’unisono per arrivare fino al centro del giacimento.

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