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Nuovo look per la raffineria di Taranto

Ottobre 2014

Anche se agli occhi dei profani potrebbe sembrare un’operazione estremamente complessa, lo stoccaggio del petrolio di Tempa Rossa nella raffineria di Taranto non richiederà un grosso sforzo tecnologico. Sarà necessario realizzare alcune nuove strutture, ma nulla di nuovo rispetto a quanto già presente nel perimetro operativo della raffineria.

I servizi a terra

Due nuovi serbatoi di stoccaggio, da posizionare all’interno del parco serbatoi della raffineria, in aggiunta ai 130 serbatoi già presenti all’interno dell’area. Due aree di pompaggio del petrolio: una per quello proveniente da Tempa Rossa e una per quello della Val d’Agri. Due unità per il recupero vapori durante le operazioni di carico del greggio. La realizzazione di una stazione di raffreddamento per abbassare a 45°C la temperatura del petrolio, precedentemente riscaldato per agevolarne la corsa all’interno dell’oleodotto. E poi alcune opere accessorie, come le pompe per trasferire il petrolio tra i serbatoi, le linee dirette al pontile per spedire il petrolio e quella per riceverlo dall’oleodotto, le consolle di controllo, le cabine elettriche e il potenziamento della rete antincendio. Queste le opere previste a terra per accogliere il petrolio in arrivo da Tempa Rossa.

Le opere in mare

Sicurezza in mareA questo elenco poi si aggiungono le opere a mare, quelle necessarie per l’imbarco del greggio, ossia l’allungamento del pontile esistente di circa 300 metri, per accogliere le petroliere. E, ovviamente, la costruzione di una nuova piattaforma dotata dell’accosto per l’attracco delle navi. Tutto qui. Nulla di tecnicamente complesso, considerato che ci si troverà ad operare nell’area di una raffineria che già è dotata di serbatoi, condotte, sistemi di sicurezza, pompe e altre attrezzature.

Cura maniacale

Ciò non significa che non si sia prestata la necessaria attenzione in fase di progettazione, o che non si curerà ogni dettaglio in fase di realizzazione. Ogni dettaglio, anche quelli meno tecnici e forse meno conosciuti come le azioni per mitigare l’impatto paesaggistico, previste nonostante si operi nel mezzo di un’area industriale che ha già ridisegnato il profilo di questa porzione di costa.

Soluzioni a misura di città

Così i nuovi serbatoi saranno parzialmente interrati e realizzati in uno spazio a ridosso di un leggero rialzo naturale, che ne occulterà la visione dalla gran parte dei punti di vista. Oppure come le procedure previste per gestire l’eventuale ritrovamento di reperti archeologici che dovessero emergere durante gli scavi. Taranto è pur sempre una città dalla storia plurimillenaria, e anche chi sta realizzando un piccolo tassello di futuro non desidera perdere il legame con il passato.

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