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In Italia il petrolio c’è, ma non si estrae

Marzo 2013

La produzione nazionale di idrocarburi copre attualmente circa il 7% del fabbisogno energetico nazionale, che significa (dati 2011) soddisfare il 10,7% della domanda di gas naturale e il 7,4% di quella di petrolio.

Il deficit energetico dell’Italia

Il nostro Paese è costretto a importare circa l’85% del fabbisogno di energia primaria, il che ci colloca al quarto posto fra i maggiori importatori di gas a livello mondiale (dati 2011) e al settimo posto per il greggio. Per avere un termine di paragone, la media europea del “deficit energetico” si attesta attorno al 53%, circa 30 punti meglio del risultato nazionale.

Terra di petrolio

Una differenza che stride perché l’Italia è il quarto produttore europeo di idrocarburi. Nel dettaglio nel 2010 l’Italia è stata il quarto produttore di petrolio e l’ottavo di gas del Vecchio Continente. Una straordinaria ricchezza del sottosuolo italico che, nonostante i 976 pozzi in produzione e le 104 piattaforme a mare (dati di giugno 2012), resta in gran parte nelle profondità. Si pensi che l’attività di perforazione, nel 2011, si è limitata solo a 37 postazioni, per un totale di 55.810 metri perforati, che significa l’84% in meno rispetto ai 344.547 metri perforati nei primi anni Ottanta.

La produzione di petrolio in Italia

Lo sviluppo di nuove tecnologie e il miglioramento di quelle esistenti hanno permesso di incrementare leggermente la produzione di petrolio in Italia, nonostante il rallentamento dell’attività esplorativa nazionale che ha caratterizzato gli ultimi anni. Nel 2012 sono state estratte 5,38 milioni di tonnellate di greggio, 100.000 tonnellate più dell’anno precedente. Petrolio che per il 75% arriva dalla Basilicata (4,04 milioni di tonnellate), grazie al più grande giacimento su terraferma d’Europa, seguita dalla Sicilia con il 13% (680.000 tonnellate) e dalle concessioni marine “B” e “C”, lungo la costa adriatica e nel Canale di Sicilia, che garantiscono il 9% (181.000 e 289.000 tonnellate).

Ciò vale per il petrolio, ma nella bolletta energetica va aggiunto anche il contributo della produzione nazionale di gas naturale che, sempre nel 2012, è stata di 8,53 miliardi di metri cubi.

Prospettive contrastanti

Uno sguardo a medio termine, però, evidenzia che la produzione nazionale di petrolio e idrocarburi in generale è frenata da una serie di ostacoli, tra cui il naturale declino dei giacimenti “maturi”, le forti difficoltà a mettere in produzione riserve già scoperte e a proseguire attività di ricerca ed esplorazione. Ma forse qualcosa sta cambiando.

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