Total E&P Italia

Tempa Rossa

Workshop “Tempa Rossa a Taranto”

Il progetto Tempa Rossa, per la parte che riguarda Taranto, è stato presentato a Istituzioni, Università, Mondo produttivo e sindacati nella sede di Confidustria Puglia a Bari.

Confindustria Puglia, in collaborazione con il Comitato Grandi Imprese, la joint venture Total – Shell – Mitsui, titolare del progetto Tempa Rossa, ed Eni ha organizzato un workshop sul progetto "Tempa Rossa".

Il progetto Tempa Rossa, di cui è titolare la joint venture Total – Shell – Mitsui, prevede lo sviluppo di un giacimento situato nell’alta valle del Sauro, nel cuore della Basilicata. Per la sua valenza è stato dichiarato opera strategica nazionale e prevede lo sviluppo dell’omonimo Centro Olio ubicato in Basilicata, con un volume di investimenti complessivo di 1.6 Mld di € (senza alcun contributo pubblico) tanto che oggi è il principale progetto privato di sviluppo industriale in corso in Italia.

Per permettere il trasporto del petrolio, sarà necessario potenziare le infrastrutture di stoccaggio e spedizione via nave già presenti a Taranto. Nel dettaglio verranno costruiti 2 nuovi serbatoi, 1 sistema di raffreddamento greggio, i collegamenti con il pontile petroli con le relative facilities, tra cui un nuovo sistema di recupero vapori, ed il prolungamento per circa 350 mt del pontile per l’attracco delle navi.

Nel corso dei lavori la joint venture Total – Shell – Mitsui, titolare del progetto complessivo Tempa Rossa, ha contribuito ad illustrare gli interventi che saranno realizzati da Eni, in quanto proprietaria dell’area su cui insisteranno gli impianti all’interno della Raffineria di Taranto, per il completamento del progetto.

Tali infrastrutture sono impianti esclusivamente di movimentazione e stoccaggio. Nessuna trasformazione del prodotto verrà realizzata in loco.

Nel corso del workshop, a cui sono stati invitati rappresentanti delle Istituzioni a livello locale e centrale, Associazioni ambientaliste, Università, il mondo produttivo ed i Sindacati sono stati trattati con particolare attenzione gli aspetti di compatibilità ambientale degli interventi, i benefici  occupazionali e i riflessi positivi sull’economia portuale.

“Siamo favorevoli alla realizzazione del progetto - ha affermato Domenico Favuzzi, Presidente di Confindustria Puglia – pur nel pieno rispetto della legislazione ambientale e della salute dei cittadini.  Un progetto di sviluppo industriale strategico e vitale per un territorio come quello di Taranto già fortemente colpito da situazioni di crisi aziendali e che rischia di andare incontro ad una inarrestabile deindustrializzazione”.

“Abbiamo voluto questo incontro per avviare un’opera diretta di informazione sul progetto Tempa Rossa a Taranto - ha dichiarato Roberto Pasolini, Direttore Commerciale e Comunicazione di Total E&P Italia, in rappresentanza della Joint Venture Tempa Rossa. Intendiamo continuare il percorso di informazione sul territorio di Taranto perché la comunità abbia tutti gli elementi di necessaria chiarezza sull’opportunità che questo progetto rappresenta,  nel rispetto dell’ambiente”

 

Il progetto Tempa Rossa a Taranto, adottando le migliori tecnologie esistenti ed essendo di fatto un progetto di tipo logistico senza trattamento del greggio, non creerà emissioni aggiuntive  rispetto ad oggi grazie al nuovo sistema di recupero e trattamento dei vapori provenienti dal caricamento delle navi.

Il progetto Tempa Rossa contribuirà alla creazione in fase di costruzione di 300 posti di lavoro a Taranto, fornendo così una risposta immediata e concreta ai bisogni occupazionali che affliggono la comunità tarantina nel suo complesso

Il traffico navale prodotto da Tempa Rossa di circa 90 navi/anno contribuirà al traffico marittimo oggetto in questi ultimi anni di una forte contrazione (oltre mille navi in meno all'anno dal 2008 ad oggi), contribuendo così ad aiutare il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo strategico del porto di Taranto.

La maggior movimentazione di greggio non comprometterà la diversificazione delle attività del porto, infatti basta guardare come in Italia i porti che movimentano più greggio siano anche quelli a maggior vocazione merci e passeggeri.

 

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